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Il Pallio della Carriera

L’odierna rievocazione storica in costume, per le chiare esigenze spettacolari, è ambientata nel periodo di maggiore splendore degli Aldobrandini, in particolare sotto il ducato di Donna Olimpia Aldobrandini recuperando nel contempo i tempi propiziatori della religiosità nei 7 rioni ... Leggi tutto

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Eventi del Pallio Feste Propiziatorie

Apertura Hostarie: 21-24 e 28-31 agosto 2025 (info)
Sei qui: HomeArtisti del Pallio2025 - Mark Kostabi

2025 - Mark Kostabi


Mark Kostabi
Nasce a Los Angeles il 27 novembre 1960 da genitori estoni emigrati in California a seguito dell’occupazione sovietica che ha riguardato il paese. Crebbe nello stato americano dove studierà disegno e pittura alla California State University. Nel 1982 si trasferì a New York City diventando in poco tempo una figura di spicco dell’East Village. Durante gli anni Ottanta si cimenta in una serie di performance televisive avente come tema l’arte contemporanea. Nel 1987 ottiene un riconoscimento internazionale e le sue opere vengono esposte in molti paesi tra cui Giappone, U.S.A., Australia e Germania. Nel 1988 fonda, nella Grande Mela, “Kostabi World” la sua galleria-ufficio. Nella New York degli anni Ottanta per Kostabi è inevitabile il contatto con Andy Warhol, da cui trasse molta ispirazione; infatti nei suoi dipinti ci sono dei richiami alle opere del padre della Pop Art come ad esempio: Head assistant, Time Out e Hung out to dry (solo per citarne alcune). Altra importante figura ispiratrice fu Giorgio De Chirico in particolare per la presenza costante dei manichini immessi in un ambiente ai bordi del surreale. Il messaggio intrinseco nascosto nelle opere di Kostabi si riflette su questioni politiche, sociali e psicologiche che gettano uno sguardo critico sulla società contemporanea consumata ed estenuata da mass media.
All’inizio degli anni Novanta Kostabi è impegnato nella realizzazione di copertine di celebri album musicali come ad esempio Use Your Illusion voll. 1 e 2 dei Guns ’N Roses che contengono capolavori quali November Rain, Don’t cry e la celebre cover del brano di Bob Dylan Knockin’ on heaven door. Anche per la realizzazione di queste copertine si ispira ad un altro grande artista, infatti le immagini sono una citazione, in chiave contemporanea, della Scuola d’Atene di Raffaello. Sempre negli anni Novanta realizza la copertina del disco dei Ramones Adios Amigos!, Holding back the years di Jimmy Scott. Riguardo la sua arte Kostabi dice: “Il mio obiettivo è sempre stato quello di creare un’arte più interessante possibile. La mia arte dovrebbe arricchire la vita di chi la osserva, sia di un visitatore che guarda i miei quadri in un museo, sia di un collezionista che guarda a lungo un Kostabi a casa sua, sia un gruppo di studenti che riflette su uno dei miei murali, sempre più rumorosi, eseguiti per un servizio pubblico. Le mie immagini raccontano storie di solitudine, confusione e isolamento”.
In effetti il tema della confusione e dell’isolamento pervade interamente l’arte del maestro, le ambientazioni metafisiche (che presentano spesso la città di New York), il dramma psicologico dettato dai manichini, il consumismo imperante, di una società sempre disgregata dai media, richiama ciò che scrisse il grande sociologo Noam Chomsky: “la manipolazione dei Media fa più danni della bomba atomica, perché distrugge cervelli”.

Pallio 2025
Mark KostabiIl Pallio 2025 rappresenta per Carpineto una grande conquista: non solo perché il paese si pregia di avere un’opera di un artista contemporaneo cosi importante, ma anche perché il Pallio di quest’anno rappresenta un’opera di grande valore estetico.
Senza tradire il suo inconfondibile stile, Mark Kostabi interpreta la rievocazione storica carpinetana con un’immagine molto suggestiva: un sinuoso fantino, in groppa al suo destriero, è intento alla gara equestre nel momento esatto in cui conquista l’anello, il quale, è retto da un manichino privo di arti inferiori.
Sul basamento di questo sta appoggiata una sensuale figura femminile che tiene in mano una rosa rossa, quasi volesse offrirla al cavaliere come pegno d’amore. Infatti molte opere del maestro statunitense evocano l’amore cortese in chiave prettamente contemporanea, un fatto che rende la sua arte un unico nel panorama odierno.
In alto, in una configurazione quasi evanescente, l’immagine di Donna Olimpia Aldobrandini ripresa dall’opera seicentesca dell’artista fiammingo Jacob Ferdinand Voet, conservata ancora oggi alla Galleria Pamphili in Roma, un tempo appartenuta agli stessi Aldobrandini.
Una costante dell’opera di Kostabi è un continuo riferimento all’arte dei maestri del passato, sovente ricorrono citazioni in tal senso: Raffaello, Giorgione, Mondrian, Warhol ecc.
Questa caratteristica rende importante l’opera del maestro e il Pallio 2025 mantiene questa peculiarità, permettendo a Carpineto Romano di farsi custode di una cultura destinata a rimanere nel tempo.

Leo Gavillucci