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Il Pallio della Carriera

L’odierna rievocazione storica in costume, per le chiare esigenze spettacolari, è ambientata nel periodo di maggiore splendore degli Aldobrandini, in particolare sotto il ducato di Donna Olimpia Aldobrandini recuperando nel contempo i tempi propiziatori della religiosità nei 7 rioni ... Leggi tutto

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Eventi del Pallio Feste Propiziatorie

Hostarie: dal 23 agosto al 3 settembre - 27 agosto chiuso (info)
Sei qui: HomeEPC e modo equestre

Ente Pallio della Carriera e mondo equestre


Il cavallo è stato uno degli elementi primari che ha contribuito alla formazione della identità lepina. Le origini del rapporto tra le genti che hanno abitato i monti lepini e il cavallo si perdono nella notte dei tempi. Se ne trovano gli echi mitologici nelle pagine dell'Eneide, dalla cui lettura apprendiamo come il cavallo e le genti natie combatterono epiche battaglie per la difesa dei territori laziali contro l'invasore troiano. Sono rimaste presenti nell'immaginario di tanti lepini, le gesta e le cavalcate, attraverso le valli e le vette degli Ausoni e dei Lepini della vergine Camilla. Il cavallo è presente in epoca romana, medievale e rinascimentale quale prezioso compagno delle nostre genti sia come collaboratore nel lavoro della terra, negli scambi e nella comunicazione e, in molti aspetti della vita sociale, ivi compresi i giochi equestri. Il binomio cavaliere-cavallo è il soggetto protagonista di giostre, quintane, palii. Dopo un periodo di oblio, determinato dall'abbandono delle terre durante la fase di industrializzazione post-bellica, oggi, il cavallo è tornato ad essere al centro delle attenzioni sia a livello locale che nazionale. Il Pallio della Carriera ha contribuito alla scoperta e alla valorizzazione del più nobile degli animali. Una vera passione per il cavallo ha coinvolto trasversalmente, in questo ultimo decennio, persone di ogni categoria e di ogni età, di ambo i sessi, anche perché la gara equestre all'anello è il momento agonistico più coinvolgente del Pallio. La gara all'anello e ogni altro aspetto equestre della manifestazione, è organizzato dal Gruppo Ippico Capreo, il cui presidente, per norma statutaria, è vice presidente dell' E.P.C. Il Pallio ha fatto emergere una vera e propria cultura per l'allevamento del cavallo anche a seguito di una scoperta sorprendente riguardante il settore della biogenetica equina. Nella terra lepina, da tempo immemorabile, è stata allevata una razza, di cui, solo oggi, è stata scoperta una peculiare esclusività genetica di interesse oltre che scientifico anche economico.

Si tratta di un cavallino di origine autoctona classificato come Pony d'Esperia. L'onore di aver iniziato lo studio sistematico e scientifico su questo equino allevato nell'ambito territoriale ciociaro e lepino è da tributare al Barone Ambrogio Roselli D'Esperia, che in tale comune del frusinate avviò una fase di allevamento selezionato che è ancora in atto.

Il ritrovato interesse per il cavallo ha coinvolto oltre che le singole persone, l'associazionismo del settore,e anche uno dei massimi organismi internazionali: l'UNESCO. E' sorto un vasto movimento che coinvolge personalità della scienza, della comunicazione, della psicoterapia, che ha proposto di inserire il cavallo nella lista del patrimonio immateriale dell'umanità riconosciuto dall'UNESCO. E' la prima volta che un animale viene incluso fra i beni patrimonio dell'umanità. Grazie alla positiva sindrome del Pallio, il cavallo è di sicuro al centro dell'interesse di numerosi cittadini di Carpineto che sono tornati ad essere di nuovo esperti ed appassionati allevatori. Si vedono branchi di cavalli che pascolano allo stato brado tra i boschi di faggio, di carpino, di leccio e tra le ampie radure erbose dei monti. Sono appartenenti ad esemplari frutto di incrocio fra fattrici e stalloni di razze eterogenee. Proprio tra queste razze incrociate, gli esperti e gli allevatori stanno tentando di selezionare gli esemplari che presentano le caratteristiche genetiche e morfologiche più prossime a quelle codificate come specifiche del Pony Lepino. Il trionfale ritorno del cavallo ha fatto sì che dei circa 2700 ettari di prato e dei 4200 di bosco, in cui si distribuisce il territorio di Carpineto, siano sorte numerose aziende di allevatori equini. I cavalli custoditi aventi le caratteristiche biologiche del Pony d'Esperia sono circa 200. E' in atto una vasta azione per regolamentare tutto il settore equino, con l'emanazione di provvedimenti legislativi di ambito regionale, nazionale, europeo.

In questo scenario di amore ritrovato sono sorte numerose associazioni che promuovono il rispetto per il cavallo e la sua utilizzazione in attività che vanno oltre gli impieghi tradizionali, da animale da lavoro nei campi e nella "tritatura del grano", e da animale di compagnia nelle escursioni tra i monti, le colline e le paludi a prezioso protagonista di formazione e di riabilitazione psico-sociale.

Una volta domato, il Pony d'Esperia acquista un comportamento docile verso l'uomo. Essendo di media levatura, si presta ad essere prezioso nelle scuole di addestramento per i bambini. Ma una ulteriore funzione sociale svolge il cavallo in un settore che va ulteriormente indagato scientificamente: l'uso del cavallo in genere e di quello d'Esperia in particolare, nel mondo della neuropsichiatria. E' sorto un settore specifico in questo ambito di recupero classificato come settore dell'Ippoterapia. E' nata a tal fine una specifica associazione, la SIFIP (Società Italiana per la Formazione in Psichiatria), una ulteriore occasione per incrementare e migliorare i livelli qualitativi di collaborazione fra l'uomo ed il cavallo, è offerta, ancora una volta, da Carpineto. Nell'altopiano carsico di Pian delle Faggeta, nei giorni 19, 20 e 21 luglio, è stata organizzata la seconda rassegna nazionale del Pony d'Esperia dei monti Lepini. Particolare importanza ha avuto il convegno sul tema "Il Pony d'Esperia... un Pony da valorizzare". L'Ente Pallio della Carriera e Carpineto ci fanno immergere, ancora oggi, che è il tempo del disimpegno e dell'arida quotidianità, nel mondo mitico ove si aggirano cavalli scalpitanti, sempre più amici dell'uomo.

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